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martedì 11 febbraio 2020

IL CORBAN DEDICATO

NEANCHE GEOVA
PRETENDE, MA
 SUGGERISCE COSA
VUOLE DA NOI
Corbàn = un dono dedicato a Dio
Con questa frase del vangelo......“Qualunque cosa io abbia che potrebbe esserti di aiuto è corbàn (cioè un dono dedicato a Dio)”’ Matteo 7:11
Questa regola fatta dai farisei e scribi li  giustificava non provvedendo più al bisogno dei genitori.
Dedicando i loro beni al tempio, davano l'ostracismo a padre e madre.
Sicuramente non avevano capito com'è Dio, buono e pronto ad aiutare, e vuole che esercitiamo misericordia, non è un egoista che toglie il pane ai vecchi.
Egoisti erano i figli che utilizzavano quella regola dei farisei, che con questo proclama, si tenevano tutto.
Gesù li riprese dicendo:
Isaia profetizzò appropriatamente di voi, ipocriti, come è scritto: ‘Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è molto lontano da me" Marco 7:6

Si deduce che se si dedica qualcosa a Dio, non deve inglobare qualche diritto che hanno altri, e a volte è opportuno modificare la dedicazione, per esempio quando le circostanze si modificano.

Quei genitori che prima stavano bene e il corbàn era dedicato al tempio, ora se si ammalavano e avessero avuto bisogno di aiuto, il corbàn doveva essere utilizzato per loro, col beneplacito dei figli.
I sacerdoti del tempio avrebbero rinunciato a quei beni, rispecchiando il Dio che servivano, che vuole misericordia e non sacrifici, e che si aspetta da noi che aiutiamo il prossimo, ma dopo aver aiutato i genitori.

È facile essere ingannati dai sentimenti e falsi ragionamenti.
Per evitare gli inganni, occorre avere chiaro in mente la scala dei valori.
Ci sono cose che vengono prima di altre.
I genitori sono più importanti dei beni materiali, e sono il prossimo più prossimo.







   E… di Ab….

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